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Le Terme della Ficoncella
di Alvaro Ranzoni
Le Terme della FiconcellaDicono che un'acqua così si trova solo in un'altra fonte, in Giappone. Ma forse è solo un modo per gli appassionati di sottolineare che l'acqua della Ficoncella, nome derivante dalla presenza di una grande pianta di fico, è praticamente unica al mondo.
Sulla sommità di una collina in mezzo a un panorama che si affaccia sul mare di Civitavecchia e di lontano sul Monte Argentario e l'Isola del Giglio, le terme della Ficoncella sono frequentate da almeno tremila anni.
Attorno alla collina sono state infatti rinvenute tracce di insediamenti del periodo Villanoviano (X – IX Sec. a C.), poi dell'epoca etrusca.
A fianco delle terme, completamente scomparsa, c'era la città romana di Aquae Tauri, le cui fondamenta giacciono sotto una spianata usata oggi come parcheggio per roulottes.
A un chilometro emergono, invece ben conservati e aperti ai turisti, i resti delle Terme Traiane, di epoca repubblicana e imperiale, frequentate dall'imperatore Traiano, fondatore del porto di Centumcellae (Civitavecchia), che da queste parti aveva la sua favolosa villa di cui scrive Plinio e che non è stata mai ritrovata.
Si dice che i legionari romani venissero qui a curarsi le ferite ricevute in battaglia.
Certo è che Giuseppe Garibaldi, colpito in Aspromonte da una fucilata a un piede che non voleva guarire, ha usato l'acqua della Ficoncella con ottimi risultati.
Perchè la prima e più evidente caratteristica di quest'acqua, che sgorga a 56 gradi, ma scende attorno ai 40 gradi nelle cinque vasche grandi e piccole all'aperto dove i frequentatori si immergono, è quella di curare, asciugare, cicatrizzare in poche sedute qualsiasi lesione della pelle: ferite, eritemi, ascessi, eczemi, eruzioni, psoriasi.
Ma i benefici effetti di quest'acqua scarsamente solforica, per cui è praticamente assente il caratteristico odore di uova marce tipico di tante acque calde termali, ma robustamente magnesica, derivano anche dalla sua radioattività determinata dalla presenza di radon, in misura comunque fisiologica.
Ecco quindi che ne traggono beneficio quanti soffrono di dolori articolari, artriti e artrosi, o risentono dei postumi di fratture. Temperatura gradevole, specie nelle giornate d'inverno baciate da un tiepido sole, assenza di odori pungenti, atmosfera di grande relax possono però trarre in inganno quanti indugiano troppo a lungo nelle immersioni.
In chi resta in vasca per mezz'ora o un'ora non è infrequente il caso di lievi malori e qualche svenimento, peraltro subito risolti giacendo sdraiati e con le gambe in posizione sollevata.
Cinque o dieci minuti dentro e cinque o dieci minuti fuori per tre o quattro volte è la pratica raccomandata specie a quanti sono nuovi della Ficoncella e soprattutto se soffrono di bassa pressione.
Tra un bagno e l'altro, i brevi periodi da trascorrere all'asciutto possono essere utilizzati per altrettante sedute di aerosol usando una piccola struttura in blocchi di tufo costruita sulla sorgente, da cui emergono salutari vapori.
Il piccolo complesso delle terme della Ficoncella è piuttosto spartano ma ben gestito da una cooperativa che provvede al periodico svuotamento e pulizia delle vasche e sorveglia l'ingresso e il parcheggio a prezzi assolutamente vantaggiosi: 52 centesimi a persona e 52 per l'auto per una permanenza di due ore.
Come mai così poco?
Il fatto è che le terme e il terreno su cui si trovano furono affidate in uso perpetuo al Comune di Civitavecchia dagli antichi proprietari a condizione che se ne facesse un uso gratuito per la popolazione locale.
I pochi centesimi del biglietto d'ingresso servono solo a tenere in piedi i servizi essenziali, tra cui due spogliatoi, un bagno e un piccolo bar.
A poche centinaia di metri di distanza è visibile una grande struttura in cemento in costruzione da una decina d'anni. E' l'edificio delle nuove terme che si sta tentando di realizzare tra mille difficoltà di ordine burocratico in questa località di origine vulcanica dove l'acqua termale percorre tutto il sottosuolo. Se opportunamente valorizzata da un moderno impianto termale, curativo e alberghiero, l'acqua della Ficoncella, finora conosciuta da un gruppo ristretto di appassionati, promette di diventare una delle più apprezzate d'Italia.

Controindicazioni - Precauzioni - Consigli

Considerata la biodiversita' esistenti in natura e negli organismi umani e' buona norma "saggiare" la risposta individuale alla balneazione. E' utile la prima volta restare molto poco in acqua, ripetendo l'operazione se necessario piu' volte nel corso della giornata. Lipotimie (senso di svenimento), capogiri, cardiopalmo (palpitazioni) sono tutti segni e sintomi del nostro corpo che ci informa che non ci stiamo bene adattando alla balneazione.
In questi casi e' buona norma uscire dalla vasca. Ciò accade soprattutto nei pazienti con bassi valori di pressione arteriosa o in coloro che restano a lungo in acque troppo calde.
Contrariamente a quanto si pensa e' buona norma non effettuare bagni dopo pasti abbondanti.
Anche se abbiamo potuto constatare che gli effetti non sono cosi' gravi come avviene nei bagni (freddi) di acqua marina non e' raro constatare un senso di malessere generale con disturbi prevalentemente gastro-intestinali (nausea e vomito).
Nella maggior parte dei casi il soccorso viene effettuato ai pazienti che a seguito di immersione in acqua termale presentino bassi valori di pressione arteriosa. In queste circostanze e' buona norma adagiare il paziente al suolo con la testa in basso e le gambe sollevate in alto. Ciò per favorire la circolazione cerebrale. Generalmente sono sufficienti pochi minuti (5 max 10) di questa posizione per far sentire bene il paziente e fargli riprendere il suo normale colorito. E' consigliabile poi introdurre bevande (tipo caffè, thè, sali minerali). Per tali motivi e' buona norma durante i bagni, bere molta acqua minerale e consumare molta frutta e verdura. Specialmente se e' la prima volta che si effettuano i bagni alle terme della Ficoncella e' bene che i guidatori di auto assumano un po' di caffè all'uscita dello stabilimento.
Viceversa i soggetti pletorici, robusti, calorosi stenici (tipologie sulfuriche o sulfo-carboniche) traggono particolare beneficio da queste acque.


COME ARRIVARE

Roma-Civitavecchia :

uscire dal casello autostradale Civitavecchia Nord e svoltare dopo 10 metri a destra per una piccola strada asfaltata, i bagni distano a quel punto circa 1 chilometro.

Grosseto-Civitavecchia :

dalla Via Aurelia prendere l'autostrada per Roma ed uscire a Civitavecchia Nord; dopo 10 metri svoltare a destra per una piccola strada asfaltata e seguirla fino ai bagni.
 
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